Buon inizio settimana a tutti! Oggi parlerò di... Serie TV! Qualche mese fa si è conclusa la seconda stagione di "ONCE UPON A TIME", serie televisiva del network americano ABC, ideata da Adam Horowitz ed Edward Kitsis, già creatori dell'indimenticabile Lost.
"Distruggerò la vostra felicità... Fosse l'ultima cosa che faccio!"
Trama: Storybrooke, nel Maine,
è una città nella quale gli abitanti (in realtà personaggi di fiabe)
vivono come persone normali e sembrano non ricordare la loro vera
identità. Solo Henry, un ragazzino di dieci anni e figlio adottivo del
sindaco, conosce la verità e cerca costantemente di risvegliare i
ricordi degli abitanti. Per riuscirci cerca e trova Emma Swan, sua madre
naturale, convincendola a riportarlo a Storybrooke e a rimanervi. Henry
è sicuro che lei sia l'unica persona che possa spezzare il sortilegio
gettato ventotto anni prima dalla Regina Cattiva
che ha fatto precipitare tutti i personaggi delle fiabe nel mondo
reale, togliendo la possibilità di far vivere loro il lieto fine. Emma
accetta di rimanere a Storybrooke perché intuisce che tra Henry e la
madre adottiva, Regina, non esiste il rapporto affettivo che sperava
nascesse dandolo in adozione. Regina, col terrore di perdere la custodia
del bambino e che si spezzi il suo sortilegio, ostacolerà la permanenza
di Emma e cercherà in tutti i modi di allontanarla.
L'ultima moda di Hollywood? La rivisitazione delle favole della nostra infanzia in chiave moderna. I classici della letteratura per ragazzi abbandonano per sempre l'innocenza della favola Disney, e rivivono sul grande e piccolo schermo in salsa dark. Ricordate la gracile e docile Biancaneve inseguita per i boschi dal cacciatore, avvelenata con una mela rosso sangue da Grimilde e in attesa del Principe Azzurro che le concedesse il bacio del vero amore? Bè, ora Hollywood vi ordina prepotentemente di dimenticarla! Biancaneve non è più un' impaurita ragazzina in fuga, ma un'audace eroina che imbraccia arco e frecce come Merida di Pixar, e che combatte coraggiosamente per il trono che le spetta di diritto fianco a fianco del bel Principe a cui non ha nulla da invidiare.
Hollywood, però, va oltre. E decide, non solo di rivisitare il mito immortale della favola di Biancaneve, ma di stupire con una tirata a lucido di tutte le principesse Disneyane. E fa di più ancora: Hollywood chiede a Adam Horowitz ed Edward Kitsis di tentare un'impresa del tutto nuova, quella di dare una risposta alla domanda che tutti, una volta finita di leggere una favola, ci siamo fatti: che cosa è accaduto dopo il celebre "e vissero felici e contenti"? Ecco allora che a darvi tutte le risposte di cui avete bisogno ci pensa "Once Upon a Time", che inizia a raccontare esattamente dal punto dopo cui abbiamo girato l'ultima pagina.
La favola di Biancaneve è solo un pretesto per introdurre l'intera serie, un semplice sfondo per la carrellata di personaggi di fantasia che si susseguiranno episodio dopo episodio. Vedremo nuovi eroi e nuove eroine, soprattutto eroine, non pincipesse svenevoli e delicate, ma donne forti e caparbie. Gli autori hanno infatti voluto esplorare l'universo femminile, quindi porre una certa attenzione alla femminilità, e, in particolare, alla maternità, esaltando la figura della donna. Horowitz e Kitsis hanno detto di voler in questo modo anche eccentuare un certo distacco da Lost, dove invece predominante era il tema della paternità e del rapporto padre e figlio. Vedrete che "Once Upon a Time" strizza più volte l'occhio a Lost, non solo con veri e propri indizi disseminati qua e là all'interno della serie, ma partendo dalla semplice struttura di ogni episodio in cui si alternano spezzoni del presente a flashback. L'esperimento è riuscito, dunque? Sì, a mio parere. Il punto forte della serie è sicuramente l'originalità nell'intrecciare storie, introdurre personaggi e analizzare la loro psicologia, dipingendo così personaggi affascinanti e a tutto tondo. Ci sono diversi difetti e incongruenze temporali, ma a questo nessuna serie tv è immune. Ad esempio, riguardo ai difetti, ho trovato talvolta i personaggi un po' troppo indecisi e volubili, prima hanno un'opinione, un attimo dopo cambiano idea. Oppure, ho trovato l'uso degli effetti speciali un po' sotto tono e le scene che riguardano la fiaba un po' inferiori rispetto a quelle ambientate nel presente. Comunque, la serie rimane un ottimo prodotto anche con i suoi buchi nell'acqua (come gli ultimi episodi della seconda stagione). Perciò, vi consiglio caldamente di vederla, merita davvero un po' di attenzione e poi è un ottimo svago, con ottimi colpi di scena e la giusta suspance. Voto: 8, 50



